Il programma – Sintesi

   LA STRUTTURA DEL PROGRAMMA, GLI AMBITI DI LAVORO

Il programma elettorale è già un programma di governo per la Città. Svolta una parte introduttiva, d’impostazione politica e di largo respiro, si articola per aree/obiettivi, cui corrispondono suggerimenti concreti che rendono visibili gli impegni, facilitano una lettura puntuale e preparano la stesura del Programma di Mandato che sarà discusso ed approvato dal Consiglio Comunale.

Le aree di lavoro sono tre: “ordinario”, “territorio”, “sociale”. Filo conduttore è il concetto di riqualificazione dell’esistente e di innovazione.

Le tre linee guida si declinano per punti di azione ed interventi specifici.

   PER UN COMUNE CHE ASCOLTA E DECIDE

Il mandato che si è concluso, nonostante le premesse programmatiche di alto profilo presentate alla città, è stato politicamente fallimentare. La conseguenza è stata una città addormentata, ferma, in ritardo rispetto alle evoluzioni delle città limitrofe, impreparata a vivere il ruolo di città co-capoluogo di provincia. Oggi non è più tempo di indugiare sui percorsi di evoluzione del territorio; bisogna osare, puntare alto. Partendo da ciò che si ha, salvaguardando e migliorando ciò che è stato faticosamente avviato, programmando sviluppi in tutte le dimensioni, producendo le accelerazioni necessarie e dando risposte nuove nel quadro delle scelte strategiche che sono state pensate cinque anni or sono, che vanno perseguite in una dimensione più concreta e, contestualmente, più larga di quella del territorio comunale.

Questa coalizione centra il proprio programma su parole chiare: crescita, innovazione e conoscenza, efficienza dell’amministrazione, solidarietà e sicurezza, partecipazione. Senza nuova crescita e senza una funzione del comune più efficace e dinamica sarebbe impossibile contribuire a creare nuovo lavoro di qualità per i giovani e a garantire le politiche sociali e di inclusione che devono distinguere il governo della città.

Il Comune deve conquistare e garantire la centralità nel sistema di relazioni tra le responsabilità istituzionali di diverso livello e le autonomie funzionali che concorrono a costruire il futuro di una città che ha straordinarie potenzialità da realizzare per essere protagonista.

Andria deve abituarsi ad una stabilità politica operosa, ad una politica che decide, coerente, concreta e poco litigiosa, e non deve più permettersi passi indietro che indebolirebbero oltremodo la sua immagine: la coalizione si è fatta a partire da questo presupposto. La chiarezza e la condivisione degli obiettivi è la condizione essenziale che consente di presentare alla città un’alleanza coesa, per garantire la governabilità, per dotare finalmente Andria di un governo affidabile, di un’amministrazione trasparente ed imparziale.

   PER GARANTIRE PARI OPPORTUNITA’

Andria deve essere impegnata nel realizzare azioni istituzionali e nuove politiche per garantire pari opportunità, a partire dal necessario riequilibrio di genere della rappresentanza nelle istituzioni, ai diversi livelli e ad opera di tutte le rappresentanze politiche. Si devono creare gli strumenti istituzionali per le pari opportunità; si deve lavorare alla diffusione della cultura delle pari opportunità; si deve privilegiare la programmazione di politiche di valenza generale in materia di contrasto alla violenza intrafamiliare, di buone prassi sui luoghi di lavoro; si deve garantire l’affermazione dei diritti dei bambini e delle bambine; di prevenzione e di promozione della salute psico-fisica delle donne; di migliore accesso alla città per chi vive condizioni di disagio fisico ed ha bisogno di facilitazioni della vita quotidiana; si deve porre particolare attenzione agli anziani.

   CITTA’ DELLA PARTECIPAZIONE ATTIVA

Un’azione nuova è necessaria e matura sul tema della partecipazione. Si dovranno sperimentare nuovi strumenti partecipativi, per un rapporto tra il comune e i cittadini che deve essere più rispettoso, efficace, trasparente e moderno. Usando la rete, innanzi tutto, insieme ad un potenziamento della comunicazione pubblica. E usando strumenti più tradizionali, per interloquire con tutte le fasce della popolazione. Mettendo alla prova la legislazione innovativa che si è prodotta e le esperienze di democrazia partecipativa.

Oggi si deve rispondere ad una esigenza più volte manifestata nel tempo dai cittadini, ma sempre rimasta disattesa: la presenza fisica e costante delle istituzioni nei quartieri, soprattutto quelli periferici. Con sportelli dislocati e con servizi ai cittadini facilitati. Snellimento della macchina amministrativa, a partire dai rapporti tra i diversi settori dell’Amministrazione. Tutto a beneficio esclusivo degli andriesi, co-responsabili della crescita culturale e territoriale della città.

   PER UNA CRESCITA DI QUALITA’

Nel prossimo quinquennio Andria deve acquistare la consapevolezza delle proprie possibilità, chiedendo che tutte le istituzioni cittadine facciano dell’innovazione il motore della crescita. Un’idea di crescita fatta vivere su grandi operazioni di trasformazione urbana, in termini di recupero, attraverso anche la nuova strumentazione urbanistica.

L’obiettivo è quello di creare nuove e qualificate opportunità sul piano del turismo, sia in termini di offerta culturale che di servizi; di rafforzare l’offerta residenziale, di contenere le speculazioni edilizie, di ricondurre e rivitalizzare il tessuto già urbanizzato, realizzando al contempo infrastrutture e servizi; di sostenere le nuove occasioni di crescita delle attività produttive, quali quelle legate al settore dell’agricoltura, dell’agro-alimentare e dell’artigianato, di scienza e di cultura già insediate e da attrarre nel nostro territorio, facendo scelte selettive, coordinando e concentrando le azioni di promozione; di valorizzare le aree rurali e antiche, recuperando valori storici, sostenendo l’agricoltura e rivitalizzando le produzioni locali di qualità, sì da creare lavoro e possibilità di sviluppo.

Andria può e deve dimostrare una forte capacità di attrarre investimenti pubblici e privati e perciò deve garantire una capacità di governo che assicuri regole, trasparenza e certezza nel rapporto con gli operatori.

   CITTA’ DEI SAPERI E DELL’INNOVAZIONE

La città deve vivere da protagonista le trasformazioni, quelle più grandi e quelle, pure decisive, della vita quotidiana. Deve diventare, al passo coi tempi, una città ad impiego intensivo delle tecnologie digitali. In queste trasformazioni si deve riconoscere e rinnovare, con scelte concrete, ma senza perdere intuizioni e visioni di prospettive: pensando a sviluppare la sua programmazione strategica in un orizzonte “Andria 2020”, cooperando nell’area vasta e spingendo iniziative per i settori di alta innovazione per realizzare marketing territoriale all’altezza delle potenzialità. Andria può e deve diventare la città dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile. Deve saper mettere a sistema le risorse intellettuali, di conoscenza, di ricerca ed imprenditoriali per fare del nostro territorio un distretto tecnologico diffuso.

Andria deve sempre più “guardare fuori”, confrontarsi con tutte quelle città che danno qualità al loro sviluppo; deve essere più consapevole della propria storia, dell’evoluzione della sua identità urbana, eventualmente anche pensando alla realizzazione di un “Urban Center” basato sull’uso delle nuove tecnologie, che serva a questi fini e che funzioni anche come osservatorio sulle realizzazioni e sulle esperienze delle città comparabili, sull’urbanesimo contemporaneo.

   CITTA’ DELLE GRANDI TRASFORMAZIONI

Andria è una città che può aspirare a diventare uno dei cantieri della contemporaneità e della riscoperta della dimensione urbana, coniugando storia e scenari futuri, di fronte a prove difficili e inedite, ma anche a possibilità creative e a nuove chanches, per generare nuove culture e nuove forme di legami sociali.

Dall’operazione di rivitalizzazione del centro storico (parcheggi, zone interamente/parzialmente pedonali, recupero del palazzo Ieva, completamento della biblioteca comunale, realizzazione del mercato artigianale, incentivazione all’apertura di piccole attività commerciali e artigianali tipiche ecc…), alla realizzazione di un sistema museale; dal recupero del comparto urbano esistente al rilancio delle opere pubbliche (costruzione del teatro comunale, realizzazione aree di parcheggio; sistemazione asse ferroviario, realizzazione area mercatale, realizzazione mercato ortofrutticolo, realizzazione centro di accoglienza a Castel del Monte ecc…): tutto ciò su cui si giocano le opportunità per il futuro di Andria, chiede chiarezza d’indirizzi nell’interesse generale e per la realizzabilità economica delle trasformazioni, capacità di concertazione e certezza dei tempi, apertura alla disponibilità degli investitori, qualità progettuale e architettonica, visione dell’impatto delle trasformazioni e grande respiro innovativo.

   CITTA’ DA VIVERE, PIU’ BELLA E ATTRAENTE

Il salto di qualità della città si misura anche con altre sfide: il governo della mobilità urbana, la cura delle infrastrutture di base e dell’arredo urbano, il rispetto per i monumenti, la pulizia, la manutenzione del verde pubblico, il buon funzionamento dei servizi che invogli i cittadini ad essere i primi tutori della qualità dell’ambiente urbano. L’impegno dev’essere moltiplicato, per conquistare uno standard permanente di qualità migliore, quello che altre città limitrofe hanno visibilmente affermato in poco tempo. Questo si deve fare, coltivando una sensibilità per la bellezza che è un valore-guida, da riconquistare.

Attraverso investimenti pubblici da programmare, nonché attraverso la co-partecipazione pubblico-privato, si deve garantire il rifacimento del patrimonio artistico esistente (piazze, monumenti, immobili comunali ecc.), le opere di risanamento ambientale (acqua, luce, fogna) nei quartieri sviluppatisi senza servizi di base, la realizzazione di parcheggi e di nuove opere e di snodi strategici per la mobilità. Solo così si può lavorare in modo credibile al perseguimento di una migliore qualità urbana. Ciò anche avvalendosi delle tecnologie più avanzate – dall’ingegneristica, alla telematica, investendo sul trasporto collettivo, per una città sempre più accessibile e godibile – anche ai diversamente abili – e sempre meno attraversata e congestionata, dalla vita convulsa e frenetica.

Ogni progettualità per il miglioramento della mobilità urbana e della vivibilità del centro storico e dei quartieri non deve prescindere dall’ammodernamento di una offerta di servizi che allevi le pressioni.

Per il centro storico, serve procedere con la riqualificazione e serve un intervento mirato a garantire l’accessibilità e a contrastare l’impoverimento dell’offerta commerciale, incentivando nuovi insediamenti qualificati e restituendo sempre migliori qualità e vitalità, anche attraverso l’istituzione di servizi specifici al cittadino, in immobili abbandonati. Il tutto previa ricognizione abitativa dello stesso centro storico, vero polmone artistico della nostra città.

Gli andriesi devono recuperare l’orgoglio di essere tali, in una terra che con piccoli e costanti aggiustamenti, deve trasformarsi in una città più bella, armonica ed accogliente.      

   CITTA’ DELLA CULTURA

Andria deve saper meglio riconoscersi e una dimensione essenziale è quella dell’apertura e della vivacità culturale. Bisogna porre premesse essenziali per un’iniziativa culturale permanente, di grande livello. Saranno necessari ingenti investimenti e cooperazione tra istituzioni, oltre l’apporto d’investitori, quali le fondazioni (per esempio quelle d’origine bancaria). Ma insieme alle istituzioni culturali e ai grandi eventi che diano la cifra (Festival Castel dei Mondi, Festival di Musica Etnica, Qoco ecc.) e con il rilancio delle sue manifestazioni storiche (Fiera d’Aprile, Corteo Federiciano), religiose (Settimana Santa, Festa dei Santi Patroni, Festa della Madonna dell’Altomare ecc.) e commemorative (celebrazione dei caduti in guerra, celebrazione dei Bersaglieri, ricordo delle grandi stragi mafiose e militari ecc.) la città può esprimere la ricchezza di un’iniziativa di produzione e fruizione culturale dal basso, soprattutto giovanile. Portatrice di tendenze e strumenti espressivi e comunicativi della contemporaneità, che valorizzi la dotazione nuova di spazi che si stanno realizzando con il recupero dell’Officina San Domenico e del Centro di Aggregazione Fornaci, che rivitalizzi spazi culturali e dell’associazionismo che hanno un potenziale inespresso (Parrocchie, Oratori) che possa coinvolgere maggiormente anche le istituzioni della formazione (Scuole, Sedi Associative) in un impegno più largo, per moltiplicare sedi ed occasioni di confronto culturale e di partecipazione. Il rilancio della dimensione culturale della città è anche una grande occasione di sviluppo e di lavoro qualificato, di rilancio al futuro, di una matrice storica della città, di possibilità di chiamare nella nostra realtà operatori di dimensione nazionale ed internazionale, di attrarre contributi culturali, nuovi investimenti e nuove partnership.

   CITTA’ DELLO SPORT

Andria è anche una città dello sport: con una concentrazione di associazioni sportive straordinaria e con grandissime tradizioni, ancora assai vitali, e tanti primati esemplari di cui essere orgogliosi. Tutto questo è un valore: la rete della pratica sportiva è una fitta rete di relazioni, che fa comunità, che deve avere una funzione educativa, all’opposto delle degenerazioni che si sono viste, che hanno creato disillusione e il rischio di una resa alla mercificazione deteriore dello sport. La città, purtroppo, è carente d’impianti sportivi, che dovrebbero essere punti di riferimento nei quartieri. Per ovviare a tale carenza, nell’immediato, in attesa di reperire risorse economiche utili a realizzare nuove strutture, bisogna creare una rete di collaborazione tra il pubblico e il privato per l’utilizzo di strutture già esistenti,  attraverso convenzioni con le società sportive.

Inoltre l’amministrazione dovrà farsi carico di sostenere economicamente le società stesse, consentendo loro di gestire (attraverso regolamenti ad hoc) gli impianti scolastici e parrocchiali con elasticità di tempi di utilizzo. Spetterà all’amministrazione migliorare le palestre scolastiche ed i campi parrocchiali, per una maggiore fruizione degli stessi.

Naturalmente, dovrà essere mantenuta anche l’attenzione dovuta allo sport professionistico, affrontando i problemi strutturali a partire dall’esigenza di una riqualificazione dello stadio e dell’impianto di Sant’Angelo dei Ricchi.

   CITTA’ SOLIDALE

Le città oggi sono il punto più intenso delle contraddizioni della nostra organizzazione sociale. Sono l’attrattore e il concentrato delle differenze sociali che lo sviluppo ineguale produce: di reddito, di cultura, di consumo, di opportunità. Le città del mondo più ricco sono viste come il luogo del riscatto umano e civile per gli esclusi. Possono essere il luogo di contrasti e conflitti, di solitudini e di emarginazioni, ma possono e devono diventare i luoghi di convivenza delle differenze, di forme inclusive dell’esercizio dei diritti di cittadinanza, di affermazione di doveri condivisi, d’istituzionalizzazione dei bisogni guidata dai cittadini, passo per passo, con volontà d’adattamento a mutamenti che nascono da dinamiche che prescindono di molto dalla dimensione localistica. Andria può essere sempre più una città cooperativa, solidale, che punta ad un benessere comunitario, ad essere un luogo relazionale ed ambientale, oltre che economico. Che valorizza il volontariato, il terzo settore e l’associazionismo volto a donare, ad assistere, a produrre occasioni di socializzazione e di produzione culturale.

Va agevolato in ogni modo il formarsi di reti che connettono i soggetti e gli attori della vita urbana. Anche le reti di fiducia interpersonale, di conoscenza e di scambio: questo dev’essere lo spirito di chi amministra e degli operatori pubblici. La costruzione, in ogni dimensione, del capitale sociale locale è il collante dell’azione di governo della città.

Nell’ambito delle politiche sociali è necessario creare un ampio e articolato tessuto di servizi per gli anziani, per chi non è autosufficiente e per gli svantaggiati, per i diversamente abili. Servizi di cura sempre più personalizzati, sia verso i soggetti, sia per aree territoriali. Per l’infanzia, sarà fondamentale garantire i risultati a realizzarsi con l’ampliamento dell’offerta degli asili nido; per la fanciullezza con la implementazione degli edifici scolastici in quei quartieri ad alta densità; per i disabili attraverso la costruzione del centro diurno di assistenza e ricreazione; per gli svantaggiati attraverso la realizzazione del centro “Dopo di noi”. Iniziative del genere prevederanno l’impiego di professionalità e di risorse umane locali (attingendo anche da associazioni e cooperative), sì da diventare anche nuove occasioni di lavoro. E c’è da fare di più per gli adolescenti e per i giovani, oltre che per le famiglie, offrendo nuove occasioni di aggregazione e di iniziativa.

   CITTA’ ACCOGLIENTE E INCLUSIVA

C’è da rispondere al grande tema dell’immigrazione, che vede anche nella nostra città crescere presenze nuove, che ne cambiano gradualmente il volto, e nuove offerte e richieste di lavoro e di servizi. Dunque si deve operare per politiche di accoglienza che siano commisurate alle possibilità e ancorate ad iniziative che favoriscano un’accoglienza regolata ed organizzata e l’integrazione: per la formazione, per l’apprendimento delle regole e dei valori civici, per la garanzia dei diritti di cittadinanza essenziali, sperimentano buone pratiche etiche e solidali. Dare risposte ai problemi di convivenza è anche una delle condizioni primarie per combattere la forte percezione di insicurezza, diffusa anche nella nostra città: perché si possano distinguere i problemi e si possano articolare risposte legittimate da un consenso largamente maggioritario e perché così cresca il senso d’essere di una comunità che può guardare con serenità al suo futuro. Per questo sarà fondamentale rafforzare la collaborazione con le rappresentanze delle comunità degli immigrati, per costruire insieme risposte sempre più pronte ai bisogni e alle necessità d’integrazione.

   CITTA’ PIU’ SICURA

Garantire sicurezza è un dovere che chiede il massimo impegno, su versanti diversi, tutti essenziali.

Serve prevenire, con politiche d’integrazione e contrastando il degrado urbano. Si devono colpire con decisione la microcriminalità, il vandalismo, con una pianificazione e un’azione coordinata tra le forze dell’ordine, per la quale il sindaco, nel rispetto delle diverse competenze, deve continuare a svolgere un ruolo attivo, promuovendo un Patto organico e partecipato con la Prefettura, per l’integrazione di tutte le azioni per la sicurezza urbana, coerente con gli indirizzi del “Patto per la Sicurezza” sottoscritto tra il Ministero degli Interni e l’Anci. Ciò a partire dal contenimento dei fenomeni di disordine nelle aree che già si segnalano come critiche, incidendo, per parte del comune, sulla qualità dei luoghi, sull’illuminazione, sulla sorveglianza con nuovi supporti tecnologici (videosorveglianza), programmando accorgimenti ed investimenti e ampliandone il raggio operativo, prevedendo lo stanziamento di altri investimenti del comune e una finalizzazione mirata dell’azione della Polizia Municipale. Si deve operare contrastando l’abusivismo, il randagismo, evitando che si creino zone sottratte alle regole, riequilibrando la presenza territoriale di Vigili Urbani, attraverso presidi fissi di quartiere e presidi mobili in giro per la città. Il “Piano Sicurezza” dovrà essere operativo nell’arco dell’intera giornata.

   CITTA’ PER L’AMBIENTE

Sempre più di importante rilevanza è il recepimento da parte dell’amministrazione comunale del protocollo di Kyoto e di punti definiti “20-20-20”, con i quali si  impone agli Stati di diminuire le emissioni di gas climalteranti in atmosfera.

L’amministrazione, quindi, deve farsi carico di divulgare e di educare i cittadini alla riduzione degli sprechi, e quindi i consumi dei combustibili fossili, e di RSU urbana.

Incentivare il disuso delle automobili a vantaggio dei mezzi pubblici e delle piste ciclabili (che vanno completate lì dove presenti e realizzate lì dove mancano); imporre la raccolta differenziata istituendo anche il sistema “Porta a Porta”, coinvolgendo i cittadini con strumenti e metodi di gestione innovativi. Anche le isole verdi vanno incrementate e realmente utilizzate a beneficio di tutti, attraverso un sistema di bonus per il conferimento dei rifiuti. Ciò comporta problemi sul piano dei costi, tuttavia l’obiettivo non può essere eluso.

Così come non può essere bypassata l’esigenza di istituire un piano per l’ambiente, in linea con la normativa esistente, orientato alla dotazione di fotovoltaico su tutti gli impianti pubblici e alla regolamentazione in materia di energie rinnovabili (centrali a biomasse nel rispetto del nostro assetto territoriale e della filiera corta; impianti fotovoltaici sui terreni privati inutilizzati).

L’attenzione alla riqualificazione ambientale dev’essere tale da costituire anche un’opportunità di lavoro/impiego per le manovalanze locali.

Particolare cura l’amministrazione dovrà avere nel vigilare sul servizio di igiene pubblica che, diversamente da quanto accaduto fin’ora, dovrà interessare quotidianamente tutto il territorio urbano attraverso un servizio capillare e potenziato.

   CITTA’ PER L’AGRICOLTURA

Andria è una città a vocazione agricola e deve fare di questo la sua risorsa, affermandone il primato. Le scelte politiche più importanti che riguardano l’agricoltura vengono assunte in sede comunitaria.

Tuttavia in sede locale devono essere assunte iniziative e misure che oggettivamente possono incidere sulla ripresa del settore agricolo ormai in crisi da svariati anni. L’assunzione di idonee e opportune iniziative è tanto più necessaria ove si consideri che da sempre il settore agricolo e zootecnico ha costituito il vero motore dell’economica locale.

Priorità del Comune sarà quella di assumere tutte quelle iniziative volte alla valorizzazione e alla promozione delle produzioni tipiche del nostro territorio, mediante attività strategiche ma che, diversamente dal passato, tengano conto in maniera specifica dei benefici che se ne traggono, rispetto ai costi.

Va in ogni caso incoraggiata l’imprenditoria giovanile e vanno poste le condizioni affinché la stessa si orienti verso la creazione di aziende efficienti, dinamiche, disposte all’innovazione che vadano non solo nella direzione delle produzioni finalizzate ad ottenere il massimo degli aiuti comunitari, ma anche nella direzione delle produzioni tipiche e di qualità.

Sarà in ogni modo agevolato l’accesso delle aziende agricole ai fondi per gli investimenti nelle aziende di trasformazione dei prodotti agricoli.

Ad ogni buon conto sarà particolarmente stretto il rapporto di collaborazione che l’amministrazione instaurerà con le associazioni di categoria più rappresentative; un rapporto che si dovrà necessariamente tradurre, per l’amministrazione, nel recepimento di ogni utile suggerimento ed iniziativa proveniente dalle stesse.

Si dovrà in ogni caso intensificare il sostegno agli agricoltori che vorranno collegare in maniera più stretta la loro azienda al turismo ed alla valorizzazione delle risorse del territorio.

A questo proposito molto importante sarà la comunicazione costante tra i singoli operatori e amministrazione attraverso la rimodulazione dello sportello dell’Agricoltura in uno sportello Sportello Unico delle Attività Produttive, che oltre ad assolvere alle funzioni istituzionali, deve costituire per le imprese il fondamentale strumento finalizzato ad agevolare/incentivare quanti vorranno insediarsi per iniziare un’attività artigianale/industriale nel territorio andriese; questo sistema, cioè, deve essere efficace volano per il settore con la raccolta e la divulgazione di notizie, opportunità e strumenti finanziari dedicati.

Altra priorità dell’amministrazione sarà non solo quella di tenere la rete stradale rurale e interpoderale in buono stato di manutenzione, ma anche di assumere ogni iniziativa utile e necessaria per la realizzazione di interventi migliorativi sugli acquedotti rurali al fine di risolvere i problemi di approvvigionamento idrico nelle campagne.

L’amministrazione si farà carico, attraverso i suoi alti rappresentanti istituzionali, di esercitare una costante pressione sul governo centrale affinché maggiore attenzione sia data all’agricoltura in generale, considerata l’alta valenza della stessa per la nostra città e per il nostro territorio.

   CITTA’ PER IL TURISMO

La nostra città si deve porre come nuova sfida quella del turismo, approfittando della pluralità di occasioni che il territorio offre (collina, pianura, mare: tutto a portata di mano).

Il turismo nel Comune di Andria va inquadrato in un ambito di programmazione integrata per lo sviluppo del territorio, che è già di suo caratterizzato dall’offerta di attrazioni quali beni culturali e ambientali, compresi i prodotti eno-gastronomici e dell’artigianato locale, nonché dalla presenza diffusa di imprese turistiche, singole e associate.

Lo sviluppo Turistico del territorio, prevede l’impegno dell’assessorato preposto alla condivisione delle strategie con diversi soggetti istituzionali che comunque interagiscono con l’Amministrazione (Regione, Provincia, Camera del Commercio, dell’Artigianato, dell’ Agricoltura, l’associazione pro-loco ecc…).

La risorsa turistica principale (Castel del Monte) deve essere strettamente collegata alle altre offerte turistiche, legate al centro storico, al borgo di Montegrosso (che dovrà essere opportunamente riqualificato in chiave turistica), al turismo religioso, alle opportunità di turismo eno-gastronomico.

I turisti che giungono a Castel del Monte devono essere spinti a visitare la nostra Città, a comprare i nostri prodotti, a visitare le nostre fornaci, le chiese rupestri, la città sotterranea (da realizzare, fondi permettendo!); a sostare nei nostri punti alberghieri (da incentivare commisurandoli al turismo “veloce”), a sostare nelle locande, nei punti ristoro.

Il turismo deve puntare molto anche sui percorsi rurali extraurbani (fino al Parco dell’Alta Murgia), lungo i quali insediare servizi di accoglienza.

L’offerta del turismo, in linea generale, per essere completa e competitiva, deve andare di pari passo con la creazione di eventi che attraggano gli stranieri i quali, una volta giunti in città, devono sentirsi accolti e soddisfatti (puntare sulla qualità del servizio turismo).

Il turismo deve diventare una grande possibilità occupazionale per i nostri giovani.



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