Le lettera di dimissioni da assessore

“Egregio Signor Sindaco,
con la presente sono a rassegnarle formalmente le mie dimissioni dalla carica assessorile, da Lei affidatami più di 17 mesi or sono.

Tante sono le motivazioni che mi supportano in questa scelta sofferta, prima tra tutte la convinzione di essere assolutamente inadeguata rispetto ad un modo di “fare politica” che non condivido, non comprendo.

I partiti, soprattutto quello cui appartengo, non sono rappresentativi di nulla; la classe dirigente, in rissa continua, è avvitata su questioni più personali che politiche; l’azione amministrativa è come frenata, bloccata. La città aspetta segnali, risposte.
Sono a disagio, mi creda!

L’entusiasmo che mi ha portato ad accettare il delicato compito conferitomi, non voglio si perda nell’insoddisfazione, nell’impossibilità di fare, di agire davvero per il bene comune.

Ho sempre lavorato per sostenere al massimo l’attuale vicenda amministrativa; ho messo a disposizione dell’intera comunità la mia caparbietà, la mia ostinazione nel raggiungere gli obiettivi condivisi, il mio tempo, la mia professionalità, il mio saper fare squadra.

Ho provato, con umiltà e correttezza, a creare rapporti collaborativi con Lei e con i colleghi assessori, per rendere maggiormente visibile l’impegno di tutti a fare di questa Città un luogo migliore.

Ho dato disponibilità totale ai cittadini, agli utenti in genere, quale che fosse la loro provenienza sociale e/o politica, facendo diventare ogni loro esigenza un problema da affrontare e risolvere. Subito.

La logica del rimandare a domani i problemi di oggi davvero non mi appartiene. E’ una questione di stile.
Ma, nonostante tutto, evidentemente bisogna fare altro; bisognerebbe che da più parti si facesse altro. Di più: bisognerebbe costruire, più che demolire. Rinnovare, ridare speranza.

Non mi permetto di giudicare il passato, il presente. Né voglio indugiare oltre con le mediazioni.
Non intendo disinteressarmi della cosa pubblica, anzi! Non intendo demandare ad altri il tentativo di costruire una Città diversa, più sana.

Voglio, al contrario, investire il mio tempo per immaginare una vicenda nuova, in cui il protagonismo vero di gente laboriosa sia al centro di tutto. Distante da storie che vengono da lontano, che non appartengono a me né a tanti che come me vorrebbero solo “provare” a fare politica.

Secondo coscienza compio questa scelta di distinguo dall’attuale vicenda amministrativa.
Non sarebbe giusto continuare ad occupare una postazione di visibilità, una postazione remunerata, una postazione che è in quota al partito di maggioranza per eccellenza, non condividendo più il percorso che la stessa maggioranza sta portando avanti.

Non riesco a far finta di niente!
In ultimo, sono ad evidenziarLe una circostanza: ho sottoscritto, insieme a tanti altri, il documento che ha portato al ritiro delle Sue dimissioni. Documento che è anche cronoprogramma dell’attività a svolgersi fino al termine di questa consigliatura.

Ebbene, sono serena: ho adempiuto a quanto di mia competenza, avviando concretamente tutte le procedure utili al raggiungimento degli obiettivi concordati e fissati. E’ partita la gara per l’individuazione dei progettisti delle opere di urbanizzazione secondaria del PRU di San Valentino; è stato pubblicato il bando riguardante l’individuazione del soggetto realizzatore delle urbanizzazioni primarie dello stesso PRU; è stata già inaugurata una postazione di Polizia Municipale presso la rinata Scuola materna nel quartiere San Valentino (anch’essa da poco inaugurata) e un altro presidio dislocato sarà a breve realizzato attraverso interventi di manutenzione in un alloggio di proprietà comunale, sito in piazza Sant’Agostino.
Sono serena anche per tutta la restante attività programmata con i miei settori; gli Uffici avranno di che lavorare per portare a compimento quanto già avviato.

Ciò che ho fatto e ciò che ancora avrei potuto realizzare, di più e meglio, lo rimetto al giudizio altrui.
Approfitto di questo momento per ringraziare Lei ed i colleghi assessori che, nonostante le diversità di vedute di molte problematiche, avete sempre manifestato stima e rispetto nei miei confronti.

Ringrazio i dirigenti che mi hanno accolto, supportato, ascoltato; che hanno interagito con me per il bene di tutti; che hanno fatto dell’umiltà e dello spirito collaborativo un’arma vincente.

A quel dirigente che, invece, mi ha ostacolato, offeso, attaccato ingiustamente e che, nonostante tutto, evidentemente per volere di questa amministrazione, è a tutt’oggi rimasto impunito, dico solo che assumere un tale tipo di atteggiamento senza mai scusarsene non è un danno a me come persona, ma è un danno all’intero ambiente di lavoro in cui si opera. Danno che, inevitabilmente, si ripercuote su tutta la collettività.

Ringrazio, ancora, tutti i dipendenti comunali (in particolare quelli dei miei settori di riferimento), il cui lavoro silenzioso e concreto è una vera risorsa per questa Città.

Infine, mi sento in dovere di ringraziare i cittadini tutti e le forze di opposizione: i primi perché mi hanno quotidianamente manifestato il loro attaccamento alla nostra terra e il loro desiderio di vederla migliore; le seconde perché, con le continue e corrette sollecitazioni, mi hanno aiutato a tenermi vigile sulle tante problematiche che attanagliano Andria e che, per competenza di assessorati, mi appartenevano.

Ora desidero cambiare pagina.
Voglio continuare a spendermi per questo territorio, in ogni modo.
Sono grata a Lei e a chi ha creduto nelle mie potenzialità. Ritengo di non aver profuso invano le mie energie.
Adesso, però, senza continuare ad abbracciare croci che non mi appartengono, voglio iniziare a volare alto”.

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