Mons. Luigi Mansi visita la sede dei disoccupati andriesi

«Sono venuto a portarvi la mia solidarietà, la mia simpatia ed il mio affetto» Mons. Luigi Mansi, Vescovo della Diocesi di Andria, Canosa e Minervino da pochi mesi, continua piacevolmente a sorprenderci per il suo essere uomo tra gli uomini. Ogni tanto lo si incontra per le nostre strade, mentre si dirige in questa o in […]

«Sono venuto a portarvi la mia solidarietà, la mia simpatia ed il mio affetto»

la visita di mons. Luigi Mansi presso la sede dello sportello al cittadino

Mons. Luigi Mansi, Vescovo della Diocesi di Andria, Canosa e Minervino da pochi mesi, continua piacevolmente a sorprenderci per il suo essere uomo tra gli uomini. Ogni tanto lo si incontra per le nostre strade, mentre si dirige in questa o in quella parrocchia. Saluta, sorride, stringe mani.

Mercoledì scorso, per esempio, era nella zona della Parrocchia Sant’Agostino dove ha celebrato la S. Messa pomeridiana.

Prima, quasi un po’ a sorpresa, si è fermato con i disoccupati andriesi, nella sede della loro Associazione che si trova presso lo Sportello al Cittadino di Andria3, in via Porta la Barra n.7. Tempo fa aveva raccolto un invito che i disoccupati gli avevano rivolto ad incontrarlo e non se l’è fatto ripetere. Si è presentato.

Festosi e quasi un po’ increduli, gli associati lo hanno accolto e ascoltato, sentendolo molto sensibile alla loro condizione e molto vicino alle loro sofferenze.

Una chiacchierata semplice ed informale, una preghiera corale di incoraggiamento e ad affidamento al Signore e tanto calore umano.

«Sono venuto a portarvi la mia solidarietà, la mia simpatia ed il mio affetto. So bene che quando in una famiglia manca il lavoro, nascono mille problemi di tutti i tipi. La mia solidarietà è senza riserve. E poi sono venuto per darvi una parola di sostegno e di incoraggiamento a non mollare, a essere uniti, compatti, nel cercare insieme un dialogo con le Istituzioni, una interlocuzione seria perché questa situazione non resti un pantano. Non vi scoraggiate. Quando vi vedete trascurati o non vi vedete ascoltati, fatevi sentire, magari alzate anche un po’ la voce con rispetto, perché nessuno pensi di avervi messo a tacere o nessuno potrà dirvi arrangiatevi. Non si può dire ad una famiglia arrangiati. Bisogna poter portare il pane a casa tutti i giorni, non solo in qualche occasione. Prego per voi e sarei ben felice se qualche giorno mi portaste qualche bella notizia da condividere con gioia. Contate sul mio aiuto, sulla mia vicinanza e sentite la Chiesa sempre al vostro fianco».

Poi si è concesso amichevolmente a qualche scatto fotografico e con semplicità e in compagnia dei cittadini lì presenti si è spostato nella vicina Parrocchia, dove ha amabilmente salutato il parroco onorario don Peppino Tangaro e dove è stato accolto dal giovane parroco don Vito Gaudioso, oltre che da una numerosa folla di fedeli che hanno partecipato e animato la Celebrazione.

Qualche anziana signora dal balcone della propria abitazione del Centro Storico ha prima chiesto ai passanti: «Che succede?» Qualcuno le ha risposto: «c’è il Vescovo, c’è il Vescovo». E lei: «Dio buono, non posso camminare per venire a salutarlo, ma quanta grazia per questa strada».

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