LIBERTA’ DI INFORMAZIONE? NO, GRAZIE!

Lunedì 11 giugno u.s. ha avuto luogo il Consiglio Comunale di Andria. Alle 18.45 il Presidente ha dato inizio ai lavori, con l’appello di rito. Presenti solo 14 consiglieri tra maggioranza e opposizione; 27 sono gli assenti. I soli gruppi di opposizione rappresentati in aula sono quello di ANDRIA3 e de L’ALTERNATIVA. La seduta NON [...]

Lunedì 11 giugno u.s. ha avuto luogo il Consiglio Comunale di Andria. Alle 18.45 il Presidente ha dato inizio ai lavori, con l’appello di rito. Presenti solo 14 consiglieri tra maggioranza e opposizione; 27 sono gli assenti. I soli gruppi di opposizione rappresentati in aula sono quello di ANDRIA3 e de L’ALTERNATIVA. La seduta NON è valida ai fini deliberativi ma può avere inizio per evadere le interpellanze, tutte provenienti dalle minoranze. Lo prevede il regolamento. Si tratta di interrogazioni che i consiglieri svolgono, finalizzate ad approfondire le più svariate tematiche. Risponde l’Amministrazione Comunale in persona del Sindaco o dell’assessore al ramo o, come  è successo lunedì, dell’assessore che capita e che è presente in quel momento. Si parla di rivalutazione di fondi al disagio sociale, di Castel del Monte e realizzazione dell’area di accoglienza/parcheggio; di fatture non pagate ai privati da lunghissimo tempo, anni; di sicurezza, di comunicazione e altro ancora. L’Amministrazione è intontita, annaspa. Risponde alla meno peggio per difendersi dagli attacchi ma non riesce a tenere il gioco. E’ troppo in difetto, su tantissimi argomenti. I cittadini sono arrabbiati e offesi. Ma i politici al governo proprio non vogliono accorgersene.

Via via che passa il tempo, l’aula si riempie di altri consiglieri che alla spicciolata arrivano ad occupare i loro scranni.

Proseguono i lavori del Consiglio con l’approfondimento delle delibere all’ordine del giorno. Quella riguardante il ritiro di Andria dall’Associazione Nazionale “Città del Vino”, su proposta delle minoranze,  viene rinviata per approfondimenti  in terza commissione consiliare. Quelle sulla conferma dei prezzi di cessione delle aree previste nel Piano di Zona 167 Nord e nel Piano per gli Insediamenti Produttivi vengono approvate all’unanimità, senza discussione alcuna (anche perché trattasi di atti propedeutici al bilancio, che non hanno comportato variazioni rispetto al passato). Viene discussa la delibera riguardante la rimozione di una clausola convenzionale degli Sportelli Unici: ANDRIA3, unitamente a L’ALTERNATIVA, LA RISPOSTA e IDV, dopo un ampio dibattito, dopo aver chiesto un rinvio dell’atto ad altra seduta per poter effettuare approfondimenti legali di natura amministrativa (molto dubbia appariva la competenza del Consiglio Comunale e la natura dell’atto deliberativo proposto), dopo essersi trovata di fronte al diniego della maggioranza ed alla carenza di spiegazioni normativamente accettabili, ha deciso di NON partecipare al voto. Il PD si è spaccato tra astenuti e un favorevole; la maggioranza ha votato e la delibera è stata approvata.

L’ultima delibera, votata a maggioranza e con l’astensione di quasi tutte le opposizioni, ha riguardato l’eliminazione dei vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione delle singole unità abitative ricadenti in zona di edilizia residenziale pubblica.

All’unanimità, infine, si è approvato un Ordine del Giorno sulla Sanità, con cui si è impegnato il Sindaco, anche alla luce dei recenti dolorosissimi tagli e penalizzazioni che riguardano il ns. Ospedale, a chiedere con fermezza alla Direzione Generale della ASL/BT e alla Regione Puglia di sospendere l’attuazione del piano di riordino in corso e di rivederlo in luce migliorativa per il territorio.

Questi, in estrema sintesi, gli esiti dei lavori consiliari di qualche giorno addietro. Come gruppo politico siamo costretti a farne puntuale cronaca perché lunedì, vera grande assente, è stata la televisione!!!!!

Il Consiglio Comunale, infatti non è andato in onda in diretta TV su Telesveva, senza che nessuno (almeno di noi consiglieri di opposizione) ne sapesse alcunchè! Siamo stati raggiunti telefonicamente da diversi cittadini che ci hanno chiesto notizie sulla mancata trasmissione ma non siamo stati in grado di rispondere, del tutto ignari di quanto stava accadendo.

L’assenza delle telecamere ci ha incuriosito al punto che, a lavori di Consiglio iniziati, abbiamo provato a destra e a manca a chiedere informazioni. Problemi tecnici? Impedimenti dell’ultima ora? Niente di tutto questo. Nei corridoi si vociferava che le risorse economiche sono troppo esigue per pagare una diretta TV. Ma…vi sembra mai possibile?!?! Dalla sera alla mattina si elimina un servizio che ha finora consentito a tantissimi cittadini di approfondire i lavori della massima assise comunale e…non ci sono soldi? E chi lo ha stabilito? Quando? Ma, ci chiediamo: i soldi mancano solo per privare i cittadini di un servizio così importante come quello dell’informazione?

Insomma, dopo diversi approfondimenti (ancora in corso nelle sedi opportune), a noi viene in mente che la sospensione del servizio TV in danno di Telesveva sia VOLUTA in maniera specifica da questa amministrazione e sia in qualche modo legata al non aver digerito che proprio Telesveva, la scorsa settimana, abbia dato per prima la notizia sull’indagine in corso sul bando dei rifiuti. Ma quelle notizie non erano mica false??!?! Nel senso che l’indagine c’è e pare vada avanti spedita.

Ma cosa si aspettava la maggioranza, che gli organi di informazione tacessero una notizia che tra l’altro, fuori dai dettagli, sta tenendo banco in città da tantissimi mesi? Quante volte gli organi di stampa, le opposizioni, gli ambientalisti, i cittadini ecc… già nei mesi passati hanno chiesto agli amministratori di fare attenzione perché quella gara con un unico concorrente non convinceva nessuno?

Comunque, indagine o non indagine, un dato è evidente: l’Amministrazione ha tradito i cittadini per quanto riguarda i rifiuti, le politiche ambientali, la sicurezza, il lavoro, l’ordinaria amministrazione, l’organizzazione degli uffici e altro ancora. E non vuole accettare che gli organi di informazione ne parlino.

Non solo. Non gradisce dare in TV spettacolo di sé che è allo sbando, è in confusione totale. Presa da lotte interne che riguardano gli aspetti più svariati: nei corridoi litigano tra loro gli assessori, i dirigenti, i consiglieri, i dipendenti comunali, le massime cariche istituzionali del territorio. Si discute per ogni cosa: dalle nomine dei revisori (su cui questa Amministrazione ha fatto una pessima figura, non accettando il suggerimento di innovazione proposto da alcune opposizioni) agli incarichi esterni; dalla rotazione dei dirigenti alle strampalate ri-assegnazioni degli obiettivi di lavoro ai diversi settori; dai nuovi assetti partitici alle ipotesi di rimpasti in giunta. Tutto un litigio, ormai mal celato nelle stanze della maggioranza.

L’assenza delle telecamere preposte alla diretta TV è grave, ed è sintomo di scarsissimo rispetto della libertà di informazione da parte di questa Amministrazione.

Fino a quando i cittadini non potranno usufruire di questo servizio? Quali sono le motivazioni REALI, al di là dei numeri che qualcuno forse verrà a raccontarci?

Tagliare questa voce di spesa, che per noi obbedisce sempre più ad una precisa logica di oscurantismo, significa tagliare ancora più fuori tutti quei cittadini che i giorni del Consiglio Comunale si collegavano per ascoltare, apprendere, analizzare. Né possiamo obbligare la gente a collegarsi esclusivamente ad un computer per poter vedere la diretta on line.

Queste sono le nostre valutazioni, sgomenti come siamo rispetto all’annullamento del servizio e al fatto di non essere stati minimamente informati di questa grave scelta.

Confidiamo nell’immediato ripristino del servizio di trasmissione in diretta del Consiglio Comunale, anche per non doverci inequivocabilmente convincere che questa Amministrazione sta azzerando pure il diritto/dovere di informazione.

Cogliamo l’occasione per incoraggiare i giornalisti, ove ce ne fosse bisogno, a svolgere il loro compito sempre al di sopra delle parti e al meglio delle loro possibilità, in qualsiasi condizione sia dato loro di dover lavorare.

|   Condividi su Facebook  |   stampa pagina   |

Scrivi un commento