“A proposito di mercato settimanale”

Giovanna Bruno (Andria 3) denuncia ancora le problematiche dopo il ritorno in zona stadio

Disagi al mercato settimanale, la denuncia di Andria 3

Nella scorsa campagna elettorale, uno degli argomenti dominanti della squadra capeggiata dal candidato sindaco Giorgino era il mercato settimanale. Mercato che doveva essere trasferito dalla zona 167 in cui era stato dislocato, nuovamente all’interno della villa comunale; mercato che doveva essere potenziato, valorizzato; mercato che in poco tempo avrebbe trovato sistemazione definitiva in una nuova e grande area, fuori dal centro abitato; mercato che non avrebbe nè intralciato quelli che sarebbero stati i lavori della villa, nè arrecato danni alle nuove opere a farsi; mercato che non avrebbe minimamente arecato disagi ai cittadini residenti; mercato che doveva diventare volano per l’economia locale. Questo il proclama, in estrema sintesi.

Di fatto, con Giorgino sindaco, il mercato è stato sì spostato dalla zona 167 all’interno della villa Comunale. Di fatto pare che sia stata appena avviata la fase progettuale della nuova area mercatale di via Bisceglie (tempi di consegna?), giusto per convincere la città che ci si sta muovendo in questa direzione. Di fatto i lavori della villa sono iniziati e si sono quasi subito bloccati, per poi essere ripresi e poi bloccarsi ancora; di fatto i mercatali si lamentano perchè si trovano in condizioni ancora più precarie dei 20 anni in cui sono stati all’interno della villa; di fatto i cittadini residenti nella zona della villa si lamentano perchè l’inquinamento acustico e ambientale è insostenibile; di fatto non possono nemmeno aprire porte e finestre perchè i furgoni dei commercianti lo impediscono; di fatto non c’è lo spazio sufficiente per il passaggio dei mezzi di soccorso; di fatto una gran confusione.

Al sindaco e alla sua giunta si è provato in tutti i modi a suggerire di correre ai ripari, sia pur con piccoli accorgimenti, per evitare di continuare ad assistere ad uno spettacolo settimanale indecoroso. Ovviamente fare orecchie da mercante a questa amministrazione riesce bene. Il sindaco, durante un consiglio comunale di diversi mesi addietro in cui le minoranze sollecitavano soluzioni più appropriate, aveva garantito che i disagi per i commercianti e per i residenti sarebbero stati ridotti al minimo. Chiedeva un po’ di pazienza e buon senso il sindaco.

Chiedeva pazienza anche al comitato di quartiere (San Paolo) e ai cittadini che si erano rivolti a lui in più occasioni. Quando qualcuno, consigliere comunale o comune cittadino, si è permesso di chiedergli se tutti i pareri fossero in regola (Asl, 118, Vigili del Fuoco), si è sentito rasserenare a gran voce: tutto ok.

Ora, passando dalle parole ai fatti, crediamo che più o meno a tutti gli andriesi sia capitato di farsi una passeggiata al mercato, o quanto meno di passarvi nei pressi. Bene, chi non lo ha ancora fatto si tolga lo sfizio di un giro da quelle parti. Si renderà conto che nelle corsie che ospitano gli stalli dei mercatali c’è appena il passaggio di due o tre persone in fila. Null’altro. I mezzi, quando la mattina devono sistemarsi, di tutta imponenza si piazzano con il loro peso sui marciapiedi, danneggiandoli ripetutamente. Tanto che importa? Paga Pantalone: cioè, paghiamo tutti noi. Paga la collettività.

Se un mercatale ha poco spazio per allestire il suo stand, fa niente se un albero (quelli di via Buozzi) viene divelto o abbattuto. Tanto paga Pantalone. Nel tratto in cui i lavori della villa comunale fanno intravedere qualche nuova opera (rifacimento di marciapiedi e muretto di recinzione), i mercatali provano a svolgere la loro attività arrangiandosi con il poco spazio a disposizione: e allora, anche qui, i mezzi pesanti vanno direttamente sul marciapiede appena rifatto, danneggiandolo. Che importa, paga Pantalone.

Stessa cosa dicasi per i nuovi muretti di recinzione: sono così comodi per poggiare scatoloni, griglie e rifiuti vari. A fine giornata lo troveremo un po’ danneggiato quel muretto ma che fa?! Tanto, paga Pantalone. La recinzione che delimita l’area di cantiere della villa, in più punti, a fine mattina del lunedì la troviamo abbattuta. Che fa? Tanto, se e quando qualcuno se ne accorge, si ripristina e il conto lo paga Pantalone.

Abbiamo chiesto ai mercatali un parere su questa sistemazione del mercato: ammettono che molti di loro erano più propensi a stare in villa che nella zona 167 ma sono pentiti amaramente perchè erano state date loro ben altre garanzie di trattamento. Si stringono nelle spalle, si sentono in difetto e non possono nemmeno lamentarsi perchè un po’ “se la sono cercata”.

Ovviamente ciò che pesa di più è la diffusa crisi economica che già di suo non invoglia le persone a spendere. In più si aggiungono le precarie condizioni logistiche, ed ecco che i consumatori preferiscono andare nei centri commerciali o nei negozietti dei loro quartieri. Ai mercatali ci siamo solo permessi di chiedere maggiore rispetto delle strade, dei marciapiedi e del verde; capiamo, però, che davvero è difficile destreggiarsi in aree così sottodimesionate. Sgomitano tra loro e all’alba del lunedì, se un mezzo posizionato al centro arriva poco più tardi di chi è alle estremità, è un gran problema riuscire a sistemarsi.

La situazione non migliora se si parla con i residenti: le loro aspettative erano legate al trasferimento definitivo del mercato e alla villa che, era stato loro promesso, in qualche mese sarebbe stata rimessa a nuovo e avrebbe dato finalmente decoro a quel quartiere e a tutta la città. E invece…sono già passati due anni e devono ancora convivere con i furgoni che bloccano gli accessi alle loro abitazioni, con la sporcizia e i rumori insopportabili.

Ciliegina sulla torta, un parere inviato dal direttore del 118 in data 19 gennaio 2011 al direttore generale della Asl Bat di allora, che riportiamo integralmente: “Soluzioni possibili per risolvere il problema: 1. Rispetto della corsia di emergenza che va tenuta sempre sgombra da strutture e rapidamente sgomberabile da persone. 2. Delocalizzazione del mercato in una sede caratterizzata da strade ampie”.

Ci siamo chiesti: come l’abbiamo letto noi questo documento, l’ha senz’altro ricevuto o comunque conosciuto il sindaco. E allora? Possibile che non gli è venuto in mente di prendere provvedimenti? Dov’è la corsia di emergenza che va tenuta sempre sgombra? Semplice: non può esserci perchè non c’è spazio.

Perchè, in ossequio al secondo parere reso dal 118, non riportare il mercato nella zona 167, che è caratterizzata da strade ampie e che ha tutte le qualità per ospitare in maniera più degna il mercato settimanale, nel rispetto delle norme?

Infine chiediamo al sindaco che cosa pensa del cantiere della villa? Possibile consentire che opere non ancora ultimate (quando lo saranno?!) siano già danneggiate E che ci dice degli alberi divelti? E dei continui disagi dei residenti? Tardi, tardi, speriamo che intervenga perchè noi Andria non la vogliamo così.

Giovanna Bruno – Andria 3

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